L'Italia leader della Circular Economy


L’Italia prima della classe? Una volta tanto sì, e in un settore ritenuto strategico da tutta Europa per lo sviluppo futuro, l’economia circolare. All’economia circolare, o “circular economy”, abbiamo già accennato in un precendente articolo: si tratta di quel ramo specifico della green economy che tratta del riuso e riciclo.

Ci si aspetta molto dalla circular economy in termini sia di aiuto all’ambiente che di supporto allo sviluppo dell’economia. Infatti:

  • Attraverso il riciclo di materiali già esistenti, permette un risparmio sia di materie prime che di energia, con notevoli vantaggi a livello economico e per l’ambiente.
  • Si tratta di una nuova industria ricche di potenziale: le nuove tecniche e le nuove aziende specializzate possono essere il traino per un nuovo sviluppo, ad alto valore aggiunto e più rispettoso dell’ambiente. 

UN MODELLO PER L’EUROPA

Ormai è ufficiale: l’Italia è la nazione che sta raggiungendo i risultati migliori nell’ambito dell’economia circolare e che è riuscita a mettere a punto un sistema a cui oggi guardano con interesse molte nazioni europee, fra cui quella Germania alla quale siamo abituati a guardare come ad un modello di efficienza.

La notizia è stata data in occasione del convegno “L’economia circolare conviene, l’industria del riciclo della plastica come vantaggio competitivo in Italia e Europa” organizzato da Corepla e Legambiente a Roma agli inizi di questo aprile.

Giorgio Quagliuolo, presidente di Unionplast (l’associazione che rappresenta sia i produttori di imballaggi sia gli utilizzatori delle materie prime seconde*) ha ribadito, nel suo intervento, sia questo stato di fatto che un auspicio affinché la politica sostenga riciclo e circular economy a tutti i livelli, dalla gestione dei rifiuti urbani fino a quella dei rifiuti industriali e speciali. 

IL RUOLO CENTRALE DEL RICICLO DELLE MATERIE PLASTICHE

Il forte utilizzo di materie plastiche in ambito sia domestico che industriale ha fatto sì che molti degli sforzi per organizzare sistemi di riuso e di riciclo efficienti avessero ad oggetto proprio questo tipo di materiali: quello in cui lavoriamo anche noi, fornendovi cisternette e fusti per utilizzo industriale rigenerati e pronti ad avere una nuova vita produttiva.

I numeri ci certificano il successo di queste politiche e il forte peso che il riciclo della plastica ha sul totale dei materiali riciclati in Italia.
Nel 2016 le tonnellate di imballaggi in plastica raccolte sono state 960.000, con un incremento del 6,9% rispetto al 2015. Di questi, più della metà (550.000 tonnellate, per la precisione) sono state riciclate da Corepla.

In media, sono stati recuperati 15,8 i chilogrammi di imballaggi per abitante anche se con una variabilità ancora decisamente troppo ampia a seconda della regione: dai quasi 25 kg per abitante del Veneto (la regione più virtuosa) fino agli appena 4,8 kg della Sicilia.

Mentre l’Europa studia il sistema Italia per il riciclo degli imballaggi in plastica, quindi, ancora molta strada deve essere fatta dal nostro paese per sfruttare ancora meglio le possibilità della circular economy diminuendo, almeno così ci auguriamo, le differenze regionali.
* Le cosiddette materie prime seconde sono costituite da sfridi di lavorazione delle materie prime oppure da materiali derivati dal recupero e dal riciclaggio dei rifiuti. Una fonte primaria secondaria è una fonte di materie prime che derivano da scarti industriali di vario genere (fonte: Wikipedia)